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Istanti di Viaggio e Note Musicali

Istanti di Viaggio e Note Musicali

on Ott 24, 2014 in Bruxelles, Edimburgo, Hong Kong, Istanbul, Musica e Viaggi | 14 comments

Lucrezina

Viaggi e Colonna Sonora: un binomio perfetto, si sa. O quantomeno lo sono per me. È per questo che associo ogni città visitata ad una canzone. È per questo che ho iniziato la rubrica Viaggi e Canzoni sul blog MAM. È per questo che voglio dedicare a questo tema un post nel mio blog. Sul blog MAM parlo dei miei viaggi con Baby P. e vi racconto della musica ascoltata, invece in questo post scelgo di parlare delle mete che ho visitato “prima”, dove ancora non ho portato Baby P. e scelgo le città più significative, scelgo gli attimi unici e scelgo di trascinarvi con me al ritmo pop dei R.E.M. ma anche  a quello del genere francese di Edith Piaf e poi...scoprite sotto la mia colonna sonora! NEW YORK Parto “alla grande” con la metropoli che non dorme mai, la grande mela. A NY sono stata 5 volte e l’ho amata sempre di più: ho pattinato al Rockfeller Center ma anche a Central Park, ho cenato su un battello sull’Hudson, ho fatto un brunch al Meatpacking District, mangiato l’hot dog di Nathan’s e sognato al Luna Park di Coney Island (vi dice niente il film Big?), visitato il Plaza Hotel (quando era ancora un hotel) e pensato alla scena finale di “Come eravamo” (ma anche Sex and the city eh!), visto un Coro Gospel ad Harlem, tifato ad una partita dei New York Rangers al Madison Square Garden ecc. ecc. Mentre prendevo l’underground e mi perdevo nell’immensità di questa città pensavo a Big City Life dei Mattafix (anche se il gruppo è inglese!). Travolta dalla frenesia della Grande Mela mi è venuta in mente Rhapsody in blue di George Gershwin. Durante le trasferte mi ritrovavo spesso a canticchiare “Englishmen in New York”. Ovviamente andando via ho salutato Gotham City con “Leaving New York” dei R.E.M. in fondo come recita la canzone “Leaving New York is never easy”.       ISTANBUL Ho un caro amico che vive a Istanbul e siamo andati a trovarlo due volte: è grazie a lui se siamo riusciti ad innamorarci di questa affascinante città divisa dal fiume Bosforo tra continente europeo ed asiatico, dei suoi colori al tramonto, dei profumi e degli aromi, della...

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#sensomieiviaggi: Mangia, Prega e Ama

#sensomieiviaggi: Mangia, Prega e Ama

on Ago 21, 2014 in Marrakech, Veneto, Vietnam | 49 comments

Lucrezina

Su invito di Monica di Viaggi e Baci, ho deciso di partecipare all’iniziativa da lei ideata: #sensomieiviaggi. Il tema per l’estate 2014 è stato scelto da Audrey (del blog Borderline) che ha proposto di focalizzare i nostri post sul simbolismo, scegliendo le 3 foto per l’appunto più simboliche dei nostri viaggi. Devo essere onesta, quando ho letto il tema scelto ho pensato: “ma proprio da questo tema devo iniziare?” e dopo essermi lanciata nel commentare il post di Audrey millantando sicurezza e scrivendo che avrei partecipato volentieri sono caduta in uno stato di profonda confusione, con annesso “blocco dello scrittore”. Dato che quando viaggio mi piace sperimentare la cucina locale ho pensato che avrei potuto scegliere 3 foto dei piatti tipici sperimentati ma non volevo che il mio post finisse per essere una sorta di menù turistico. Poi ho pensato che avrei voluto inserire almeno una foto dei monaci buddisti incontrati in Laos e Vietnam dato che per me quelle foto hanno davvero una forte valenza simbolica ma, certo, non sarei stata in grado di fare un decalogo delle religioni dei paesi visitati, su cui non ero minimamente preparata. Infine ho pensato che avrei dovuto inserire almeno una foto di un viaggio fatto con mio figlio e cercare di trasmettere il senso di amore pieno che adesso pervade la mia vita. Ed ecco lì l’aiutino era proprio sotto i miei occhi, il mio personale deus ex machina: Mangia, Prega e Ama, il libro della scrittrice statunitense Elizabeth Gilbert. Un romanzo autobiografico che narra la ricerca della felicità di una donna in viaggio nel mondo. MANGIA Penso ad un viaggio di sole “donne all’avventura“: io e mia madre a Marrakech. Ricordo la nostra voglia di scoprire e curiosare, di sperimentare il lusso di atteggiarci a viaggiatrici indipendenti e ricordo anche come nel giro di pochi minuti siamo state abbindolate da un ragazzo marocchino che (guarda caso!) studiava italiano e desiderava mostrarci Marrakech. Ripenso a mia madre che era entusiasta del fatto che una persona autoctona ci mostrasse il suo mondo e mi ritornano in mente tutti i negozietti dove ci portava e in cui veniva sempre ricompensato con una piccola mancia. Penso anche al nostro desiderio di assaggiare il cous cous alla marocchina, mi...

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Avrei voluto concepire mio figlio in Laos, in Vietnam o in Cambogia

Avrei voluto concepire mio figlio in Laos, in Vietnam o in Cambogia

on Lug 17, 2014 in Vietnam | 31 comments

Lucrezina

Nell’estate 2012 io e Sir G. abbiamo deciso che “Sì, eravamo abbastanza incoscienti per poter concepire un figlio” e abbiamo iniziato tutte le operazioni del caso. Proprio alla luce del fatto che presto o tardi sarebbe nato un frugoletto, nel contempo, ci siamo voluti regalare un bel viaggio all’avventura: il nostro tour prevedeva un giro itinerante tra Laos, Vietnam e Cambogia. La mia speranza era solo una: concepire il mio futuro figlio in uno di questi 3 incantevoli paesi e ritrovarmi con un piccolo globe-trotter con il viaggio nel sangue! La prima tappa è stata Vientiane in Laos: non avevo un’idea precisa di quale paese meraviglioso avrei visitato e non sapevo che mi sarei follemente innamorata di quella terra. Il Laos mi è arrivato dritto al cuore in maniera inaspettata: ciò che mi ha letteralmente conquistata è stata la possibilità di conoscere da vicino i monaci buddisti. Incontrarli e parlare con loro era infatti all’ordine del giorno: ho scoperto che scelgono di seguire la loro religione liberamente, che i giovani amano parlare con gli stranieri per fare pratica di inglese e che sono sempre sorridenti e placidi. L’esperienza più intensa? assistere alla cerimonia dei monaci che si svolgeva ogni mattina intorno alle 4.30 per raccogliere le offerte dei fedeli. Una pratica meravigliosa: i fedeli si raccolgono in alcuni punti strategici, seduti in attesa del passaggio dei bonzi e questi passano a piedi per raccogliere le vettovaglie e subito dopo ringraziano intonando una nenia che sa di ninna nanna malinconica. E come niente mi sono ritrovata a sognare di concepire mio figlio lì per potermi ritrovare un domani con un uomo saggio, quieto, profondo e sereno. Un piccolo buddha dei giorni nostri! La seconda tappa è stata il Vietnam: abbiamo visitato le principali 2 città di Hanoi e Ho Chi Minh City (Saigon) e ci siamo rilassati nel mare della ricca Nha Trang. Abbiamo visitato la turistica Halong bay, ci siamo innamorati di nuovo sulle rive del Mekong e ci siamo bagnati sotto le piogge di stagione, abbiamo visitato le gallerie del Triangolo di Ferro e respirato la paura dei vietnamiti e tanto altro ancora. In quel vortice di emozioni e avventure ho creduto davvero che sarebbe stato bello concepire...

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