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Maremma con bambini: alla scoperta del Parco Naturale della Maremma

Maremma con bambini: alla scoperta del Parco Naturale della Maremma

on Apr 6, 2015 in Maremma | 8 comments

Lucrezina

Maremma con bambini: una passeggiata nella Tenuta Agricola dell’Uccellina nel cuore del Parco Naturale della Maremma tra leggende e miti. L’ho detto, l’ho scritto, ribadito, ho insistito: ho una grande passione per la Maremma Toscana. Ho casa a Capalbio e, appena posso, colgo l’occasione per fare una passeggiata in questo incanto, scegliendo di volta in volta se crogiolarmi al sole in spiaggia, se passeggiare nella campagna tra butteri e leggende o se visitare qualche castello arroccato. Una non lontana domenica di marzo la nostra scelta è ricaduta sulla deliziosa Tenuta Agricola dell’Uccellina nel cuore del Parco Naturale della Maremma. Conoscete il Parco? Questo piccolo paradiso naturale si estende per 10.000 ettari circa partendo da Principina a Mare (Grosseto) fino a Talamone (Orbetello). Istituito nel 1975 dalla Regione Toscana, racchiude nel suo cuore i Monti dell’Uccellina: da qui lo sguardo può spaziare su tutta la costa del litorale maremmano, godendo di un panorama inestimabile. Al litorale, e in generale a tutto il territorio maremmano, sono legate tantissime leggende come quella del pescatore e della sirena: secondo questo mito, un giorno un giovane pescatore, che era solito pescare nel tratto di mare dietro i monti dell’Uccellina, fu trascinato dalla corrente all’interno di una grotta; al suo interno scorse una sirena ma subito dopo fu respinto dalla corrente all’esterno. Il giovane pescatore nei giorni a seguire continuò a pensare alla sirena senza più riuscire a trovarla. Dopo molti anni il giovane cercò nuovamente la sirena, in quel momento il mare tempestoso fece scaraventare la barca contro gli scogli: si narra che ancora oggi, al chiaro di luna, si riesce ad udire il lamento del giovane “morto per ritrovare un sogno”. Altra nota e più “allegra” leggenda è quella legata alla figura del buttero, i cosiddetti “cow boys della maremma” (il termine significa esattamente conduttore di buoi). Secondo questo racconto si dice che il famoso Buffalo Bill venne in Italia con i suoi cow-boys e che fu invitato dal conte Caetani di Sermoneta a partecipare ad una gara di doma di cavalli selvaggi. Nella sfida tra mandriani americani e butteri, questi ultimi ebbero la meglio ma Buffalo Bill, pur riconoscendo il primato, scappò di notte con il premio e l’incasso della gara! Queste...

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Il Giardino dei Tarocchi: 2 mondi, Mamma e Papà

Il Giardino dei Tarocchi: 2 mondi, Mamma e Papà

on Lug 23, 2014 in Maremma | 28 comments

Lucrezina

Istinto: la settimana scorsa ho fatto una bella gita al Giardino dei Tarocchi, ho intenzione di scriverci un post! Cervello: Un’idea molto originale, non l’ha fatto proprio nessuno (tono ironico) Istinto: ma il mio sarà diverso! Cervello: e come? sono curioso… (sempre tono ironico) Istinto: metterò foto, descriverò nei dettagli, darò consigli…. Cervello: Davvero originale, sarà un “successone” (con intenzione canzonatoria) Istinto: Ho trovato! Racconterò la passeggiata dal punto di vista della mamma e poi la farò raccontare al papà ma dal suo punta di vista! Cervello: Questa mi sembra una buona idea… (Tratto dai dialoghi interni di Lucrezia “istintiva” e del suo cervello) Il Giardino dei Tarocchi è un incredibile parco caratterizzato da delle vere opere d’arte realizzate da Niki de Saint Phalle ispirandosi alle figure degli arcani maggiori dei tarocchi. Opera considerate unica nel suo genere, si trova in località Garavicchio, vicino Chiarone, in provincia di Grosseto. L’artista francese, nota anche per la fontana Stravinsky o Fontana dei robot situata a Parigi accanto al Beaubourg (il Centre Pompidou), ha seguito l’ispirazione avuta in seguito alla visita del Parque Guel di A. Gaudì a Barcellona e ha scelto di realizzare un parco che contenesse queste sue sculture con l’intento di far apprezzare a tutti l’arte. Le opere sono incantevoli, colorate, visionarie e oniriche. Il parco viene chiuso parte dell’anno per permettere il perfetto mantenimento delle opere rispettando il volere della stessa Niki. Punto di vista della mamma Una domenica di luglio come tante, mi sono svegliata dopo un pisolino pomeridiano nella mia casetta di Capalbio con la voglia di rendere la giornata un po’ speciale: mi sono stiracchiata, ho guardato il mio compagno, Sir G., sfoggiato il migliore dei sorrisi e l’ho incalzato con un invitante “Vorrei rendere questa giornata unica non solo per me ma anche e soprattutto per nostro figlio, che ne pensi?” Dopo un attimo di esitazione lui ha ricambiato il sorriso e si è limitato a un “Perché no?” Non del tutto soddisfatta ho continuato “Pensavo ad una passeggiata in qualche bel posto: ricordi quel parco di cui ti avevo accennato che si trova qui vicino”? Anche dopo questa mia seconda chance la risposta ha tardato ad arrivare e si è limitata ad un...

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Riserva del Lago di Burano: oasi di pace…e di sale!

Riserva del Lago di Burano: oasi di pace…e di sale!

on Lug 4, 2014 in Maremma | 6 comments

Lucrezina

“Che bello vai al mare? vedrai che dormite si farà Baby P.!”: è già una settimana che sono al mare e mio figlio non mostra alcun segno di cedimento anzi se possibile risulta ancora più energico ed attivo del solito! Martedì 1 Luglio 2014, conscia dunque del fatto che lo iodio galvanizza mio figlio (invece di sfiancarlo come tutti dicevano avrebbe dovuto succedere) ho deciso di optare per una passeggiata al lago. Ho creduto e forse sperato che l’acqua dolce lo avrebbe calmato o sarebbe meglio dire sedato! Ho la fortuna di avere una casetta a Capalbio Scalo, in provincia di Grossetto (Toscana) all’Argentario. Non molto distante (anzi direi proprio a 5 minuti di distanza) si trova la Riserva Naturale del Lago di Burano: la scelta quindi è stata piuttosto facile. Dopo aver prontamente coinvolto la granny e aver “accomodato” Baby P. nel suo “amato” seggiolone (chissà perchè è sempre riluttante quando lo sistemo e aggancio le cinture di sicurezza: avrà già preso dal padre lo spirito di indipendenza o sarebbe meglio dire di insofferenza?) ho percorso la Strada Litoranea seguendo le indicazioni per il Lago di Burano e in pochi minuti sono arrivata al Centro Visite WWF. Per chi non lo sapesse il Lago di Burano è un’ex riserva di caccia, oggi riserva protetta, situata nella Maremma meridionale tra Ansedonia e Chiarone comune di Capalbio (Gr). È stata la prima Oasi del Sistema affidata al WWF quando era appena nato. L’area dell’Oasi si estende per 410 ettari ed ospita diversi tipi di uccelli; la flora può contare su oltre 600 specie. Nel panorama sono ricompresi anche 12 km di spiaggia e una duna (o tombolo) ricoperta da macchia mediterranea. Purtroppo, una volta arrivati, nessuno ci ha accolto a braccia aperte come mi aspettavo ma in compenso un cartello colorato mi informava “in maniera sprezzante” che l’oasi era chiusa per non disturbare la riproduzione degli animali e che dietro l’edificio c’era un sentiero libero aperto dalle 10 al tramonto. Ci siamo quindi avviati all’ingresso del sentiero consigliato, individuabile grazie alla presenza di una simpatica statua di panda (simbolo del WWF, ndr). Il percorso si presentava agevole considerando che Baby P. era nel passeggino e soprattutto all’orizzonte non si delineava nessuna salita. Una serie di cartelli illustrava la presenza di fauna e flora visibile durante il tragitto. Il primo segnale incontrato è stato quello del giardino delle farfalle: noi ne abbiamo vista solo 1 e non credo che fosse neanche...

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Primi timidi approcci alla vita da spiaggia + 1!

Primi timidi approcci alla vita da spiaggia + 1!

on Mag 29, 2014 in Maremma | 5 comments

Lucrezina

Chi di voi #mamme che è stata al mare con un pargolo di 2 mesi? come descrivereste l’esperienza? con un’idilliaca immagine di voi sulla riva con il vento che vi smuove i capelli mentre il piccolo/a dorme beatamente tra le vostre braccia o più come un ricordo di “delirio e paura”? io opterei per la seconda… A luglio 2013 ho infatti portato il mio piccolo campione al mare alla veneranda età di 2 mesi, sulla scia del fatto che “l’aria di mare” fa bene e “lo iodio lo farà respirare meglio”. Ho la fortuna di avere una casa vicino al mare in Toscana all’ #Argentario, esattamente a #Capalbio Scalo. Posto ideale perchè alla bellezza del mare dell’ Argentario abbina la possibilità di godere dei paesaggi naturali della #Maremma. Capalbio dista da Roma circa 130 km, tragitto percorribile o via treno o con la macchina. Abbiamo optato per la macchina. Il viaggio è stato tutto sommato piacevole, soprattutto perchè breve: abbiamo scelto il momento in cui il mio peekaboo baby doveva fare il pisolino e il tragitto è volato (bè diciamocelo a 2 mesi poi i mostricciattoli dormono la maggior parte del tempo!). Abbiamo scelto una spiaggia libera attrezzata (dove c’era la possibilità di affittare lettini ed ombrellone) sulla costa dell’Argentario, la piu’ adiacente Capalbio Scalo, a ridosso dello stabilimento Carmen Bay. Ero preparata (o meglio pensavo di esserlo) al fatto che non avrei potuto distendermi sul lettino, sfogliare una rivista di gossip e assaporare il relax e mi sentivo pronta per la nuova vita da spiaggia + 1. Al primo tentativo ho pensato bene di “approcciare” la spiaggia con baby e passeggino! Errore Madornale! Non appena il passeggino ha lasciato il “liscio e comodo” asfalto per scivolare nella sabbia, l’effetto è stato quello di sprofondare nelle sabbie mobili senza possibilità di andare avanti. L’ombrellone sembrava un miraggio e io ho fatto una fatica pazzesca per fare pochi metri. A quel punto ho avuto un’illuminazione: sdraietta…santa sdraietta! In spiaggia l’utilità del passeggino svanisce perchè, non essendo possibile sfruttare il suo “piacevole ondeggiare”, non è nemmeno possibile riuscire a far rilassare il pargolo. La sdraietta può essere un valido sostituto in questi casi. Sembrava che tutto andasse per il verso giusto...

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