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La radiosa vitalità dei bambini incontrati in viaggio

La radiosa vitalità dei bambini incontrati in viaggio

on Mar 2, 2016 in Rubriche | 9 comments

Lucrezina

Quando ero più giovane non ero particolarmente portata per o attratta dai bambini, forse perché non avevo né fratelli né cuginetti piccoli o magari semplicemente perché era un mondo lontano, che personalmente non mi incuriosiva.

A un certo punto qualcosa, invece, scattò in me, chiamiamolo se vogliamo “istinto di maternità”, anche se forse un po’ prematuro a venti anni, ma improvvisamente quella che fino a quel momento era stata per me un’incognita, diveniva un’attrattiva: ricordo che osservavo incantata i bambini giocare ai parchi giochi, mi fermavo al passare dei passeggini ed ero attratta da tutto il mondo di accessori per nanetti (dai libricini ai timbrini). Un amico che vedevo solo durante le vacanze estive, dopo l’exploit di questo mio nuovo interesse, rivedendomi proprio in questa prima fase mi chiese “E da quando ti piacciono i bambini?”

Viaggi e bambini - Salento

Certo, allora non avrei potuto sapere che anni dopo avrei aperto un blog in cui avrei parlato di viaggi con bambini 🙂

Ad ogni modo credo sia proprio a partire da quel momento che iniziai a notare gli sguardi dei piccoli, a sorprendermi di fronte i loro sorrisi, a dispiacermi di fronte le loro lacrime e a gioire nel vederli sereni.

Viaggi e bambini - BerlinoDurante i miei viaggi, in particolare, iniziai a cogliere e ad apprezzare le differenze tra i bambini incontrati: differenze non solo dal punto di vista estetico (della pelle o del colore) ma soprattutto nel modo di approcciare la vita, di divertirsi e di affrontare ogni circostanza. Notavo però anche le somiglianze, i tratti che li accomunavano e il .

Forse il viaggio in cui la presenza dei bambini ha fatto davvero la differenza, caratterizzando tutto il percorso e connotandolo in maniera unica è stato il giro fatto in Laos, Cambogia e Vietnam.

In Laos ero sorpresa nel vedere tra i monaci disciplinati anche dei bambini altrettanto risoluti: nel pregare e nel seguire le regole sembravano degli adulti seri e pazienti. Ligi e maturi per via della loro cultura e della loro tradizione certo, ma in fondo sempre bambini: nei momenti di svago mantenevano, quindi, la loro ingenuità, chiacchieravano con gli sconosciuti sprezzanti del pericolo, mangiavano caramelle gommose e giocavano al playboy. Ridevano in maniera “sguagliata”, rincorrevano le foglie e si incuriosivano di fronte qualcosa per loro nuovo.

Viaggi e bambini - Monaci Laos

In Vietnam, nel caos delle strade, vedevo spesso famiglie di 4 o 5 bambini su un unico motorino: incuranti dei rischi i genitori conducevano i loro “bolidi” tra lo smog e i pedoni e i loro pargoli sembravano totalmente a loro agio.

In Cambogia (ma anche in Vietnam) i bambini erano spesso “utilizzati” per attrarre il turista, non necessariamente in maniera maliziosa, ma erano loro i primi ad avvicinarsi con faccia birichina e a mostrare il frutto del lavoro della loro famiglia: dai prodotti alimentari ai tessuti e così via. Da un lato dispiaceva vedere i bimbi “lavorare” a disposizione delle loro famiglie ma nel loro viso non c’era alcuna ombra di insofferenza o fastidio, il sorriso era una costante, e il mostrare loro qualcosa di occidentale era una splendida attrattiva che li faceva scoppiare in una risata fragorosa.

Viaggi e Bambini - Vietnam

Viaggi e bambini - Cambogia 2

Mio figlio non era ancora nato né tantomeno ancora lo portavo in grembo ma in quel momento ho pensato che mi sarebbe piaciuto avere un giorno un bambino con lo stesso atteggiamento sereno, ingenuo e puro anche se penso che in questo senso incidesse molto la cultura e le tradizioni del luogo natio.

Viaggi e bambini - Plan de Corones 3Il comportamento di semplicità e purezza, riscontrato durante il mio viaggio orientale, in un certo senso osta con l’attitudine della schiera di bambini che ho incrociato nei viaggi in Nord Europa, quando già Baby P. si era aggiunto alla ciurma: anche semplicemente nel giocare, i bimbi incontrati erano ordinati e meticolosi, affrontavano la questione “gioco”con estrema serietà senza perdersi in distrazioni. Bimbi attrezzatissimi che aspettavano ordinati il loro turno per fare una scalata a Plan de Corones in Alto Adige, una bimba con tanto di caschetto che si cimentava ad andare in bicicletta nella pista apposita a Berlino, una coppia di fratelli che addirittura giocava a scacchi in una delle piazze centrali di Salisburgo.

Viaggi e bambini - Salisburgo

Viaggi e bambini - Berlino 2

Anche in Italia ho assistito a forme di intrattenimento organizzate: dai laboratori a piccoli eventi. I bimbi erano liberi di giocare e lo facevano in maniera decisamente metodica e consapevole.

I bambini del mondo occidentale, in un certo senso, mi sono sembrati più liberi di potersi godere il loro “momento infanzia” e nel contempo mi sono parsi ben consapevoli di questa possibilità.

Viaggi e bambini - Italia

Ci sono tanti aspetti che sicuramente ho tralasciato del “mondo poppante” così come l’ho osservato in itinere: aspetti che credo siano spesso condizionati dalla cultura del paese e dall’educazione familiare.

Sarebbe troppo lungo sviscerarli uno ad uno ed è per questo che, in questo articolo, ho deciso di soffermarmi su quello che in principal modo colpisce me e che ho notato durante i miei viaggi.

Ho avuto come l’impressione che in Occidente (passatemi la generalizzazione) venga data molta, e forse la giusta, importanza al gioco dei bambini e alla loro libertà di esprimersi mentre in Oriente, sempre per una deformazione culturale e prima ancora per un’esigenza di sopravvivenza, i bambini abbiano un minor margine di libertà ma a volte questo limite sembra quasi trasformarsi in una maggior naturalezza e spensieratezza che traspare anche dai loro visi.

Viaggi e bambini - Plan de Corones

Sicuramente l’ingenuità e la purezza d’animo accomunano tutti i bambini ma si esprime in maniera diversa.

In fondo, come disse Christian Bobin:

“I bambini sono come i marinai: dovunque si posano i loro occhi, è l’immenso”

Viaggi e bambini - CambogiaQuesto post partecipa all’iniziativa “Adotta anche tu un bambino a distanza!”: un progetto finanziato da Mission Bambini che opera in Repubblica Dominicana attraverso l’associazione “Los Amiguitos de Cristo”.

L’obiettivo è far sí che 35 bambini rifugiati haitiani che vivono nella città di Monte Llano e nella sua zona collinare intorno, nella regione di Puerto Plata, possano essere adottati a distanza garantendo loro la possibilità di frequentare la scuola, ricevere pasti ed essere seguiti nella loro crescita.

L’adozione è possibile con solo 25€ al mese: trovate tutte le informazioni  e il modulo per procedere cliccando sul link ufficiale mentre per eventuali dubbi o domande potete leggere le faq.

Per saperne di più e farsi coinvolgere dall’iniziativa seguite il viaggio della blogger una mamma green che sarà con i bimbi del centro dal 3 all’11 marzo e racconterà in diretta sui social il suo viaggio con l’ashtag #azzeraladistanza

Mission Bambini

    9 Comments

  1. Bellisimo post e bellissime fo brava Lucrezia!

  2. Era foto!😊

    • Lucrezina

      ero partita a leggere solo il secondo commento e leggendo “Era foto” non capivo proprio 😛 Grazie mille Rosy, sei un tesoro 🙂

  3. Bellissimo post Letizia. Anch’io come te non ho mai dato troppa attenzione ai bambini, al punto che quando, due anni fa, ho iniziato a farci caso mi sono detta: forse é il momento di fare un figlio e, di lì a pochi mesi, aspettavo Adele.

    • Lucrezina

      Il confine è labile: un momento prima non ti piacciono e quello dopo ne metti uno al mondo e ci fai pure blog su, olè! 😉 Grazie per i complimenti, molto apprezzati…però una cosa te la devo dire, è più forte di me, senza rancore eh? ma il mio nome è Lucrezia 😛

  4. Post bellissimo, letto tutto d’un fiato. Quello che dici lo penso anche io. In occidente sono “più consapevoli” della loro opportunità di essere bambini. Nei paesi più poveri d’altro canto vivono con naturalezza cose per noi “difficili”.

    Brava Piccky!

    • Lucrezina

      se me lo dici tu che lo hai letto tutto di un fiato lo sai che mi fa molto piacere? ora però mi chiedo….non è che mi stai allisciando perchè ieri ti ho “adottato” e vuoi proprio che ti prenda qualche biglietto aereo eh??? 😉

  5. Riflessioni molto intelligenti. Diciamo pure che noi occidentali tendiao a prolungare all’infinito la nostra infanzia, a volte. 😉

    • Lucrezina

      Grazie, sono contenta che condividi le mie riflessioni perchè non è scontato! Complimenti per il viaggio splendido che stai facendo, credo molto in te 🙂

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