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Estate con bambini piccoli: le mie esperienze tra mare e montagna

Estate con bambini piccoli: le mie esperienze tra mare e montagna

on Mar 2, 2015 in Abruzzo, Austria, Puglia, Toscana | 6 comments

Lucrezina

In estate con i bambini è meglio il mare o la montagna? Vi racconto le mie esperienze e i ricordi delle prime estati con mio figlio tra mare e montagna. Il mare giova ai bambini: è risaputo. Secondo studi scientifici i raggi solari, in particolare, fanno bene ai bambini perché aumentano la produzione di vitamina D (utile per lo sviluppo delle ossa), rafforzano il sistema immunitario e fanno bene all’umore. D’altronde anche la montagna fa bene ai bambini: stimolando l’ossigenazione dei tessuti allevia, infatti, i fastidiosi sintomi di asma e affezioni respiratorie. Oltretutto fa abbassare la pressione, protegge il cuore e stimola l’appetito. E quini d’estate con i bambini che si fa? Si va al mare? Quando Baby P. aveva pochissimi mesi, abbiamo trascorso un lungo periodo a Capalbio, in Toscana, dove chi mi segue sa che lì ho casa (trovate il racconto dei nostri primi approcci alla spiaggia QUI): ricordo le prime ore del mattino sotto l’ombrellone con mio figlio nella sdraietta a cercare di farlo dormire e il vento fastidioso che ci remava contro, le corse per tornare a casa alle 12 perché faceva troppo caldo e le piacevoli passeggiate al tramonto lungo la riva del mare con il mio bambino nella fascia. L’anno successivo quando siamo tornati a Capalbio e mio figlio aveva circa 1 anno e poco più, invece, ho sperimentato un nuovo approccio con il mare: il fascino che subiva Baby P. a vedere la lunga distesa blu e la paura che nel contempo lo pervadeva osservando le onde che si infrangevano, la gioia di sperimentare i giochi sulla spiaggia e i bei sonni che l’aria di mare gli stimolava (finalmente!). Per fargli assaporare un “mare diverso” siamo stati anche nel tacco d’Italia a Taranto: un mare più calmo e più chiaro che ci ha fatto godere un Baby P. meno timoroso. Sabbia bianca e ricchi sonni. Le corse per tornare a casa alle 12 ancora restavano una costante. O in montagna? Nella prima estate del mio nanetto, oltre fargli respirare l’aria salmastra dell’Argentario, abbiamo anche voluto regalargli un po’ di sana aria di montagna: in Agosto siamo, quindi, fuggiti dalla calura estiva per rifugiarci nel fresco abruzzese. Abbiamo trascorso 2 settimane in un appartamento attrezzato a...

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Il Salisburghese con gli occhi di un bambino

Il Salisburghese con gli occhi di un bambino

on Feb 5, 2015 in Austria | 6 comments

Lucrezina

Scopriamo il Salisburghese da un punto di vista diverso, quello del mio bambino. Ecco il suo racconto: Miei cari “piccoli” lettori dovete sapere che durante la mia ultima estate, alla veneranda età di 14 mesi, i miei genitori, dopo avermi fatto trascorrere un mese pieno al mare (in cui me la sono dovuta vedere con un “mostro” che in alcuni giorni voleva inghiottirmi con le sue onde) hanno pensato bene di portarmi anche in montagna con la scusa che “dopo l’aria di mare anche l’aria di montagna mi avrebbe fatto bene”. L’esperienza non si è rivelata male, anche se ho dovuto affrontare qualche nemico, ma tranquilli ne sono uscito vittorioso! Abbiamo raggiunto la meta finale con la macchina, fermandoci a dormire in una cittadina graziosa a metà percorso (Padova ndr): spesso durante il tragitto, mia madre si girava verso di me e mi diceva “andiamo nel Salisburghese in Austria: il tuo primo paese fuori l’Italia, non sei emozionato?”. Io le sorridevo per non deluderla ma non capivo questo entusiasmo. Quando siamo finalmente arrivati a destinazione, una cittadina con un buffo nome (Flachau), i miei genitori devono aver avuto qualche difficoltà perché continuavano a girare con la macchina e a ritrovarsi al punto di partenza inveendo contro quel buffo coso che usano sempre (smartphone). La fatica però è stata ripagata perché la “nuova casa” dove siamo arrivati era stupenda: un prato enorme verde, giochi all’aperto, animali di tutti i tipi (conigli, cavalli, papere, pesci ecc.), tappeti elastici, parco giochi al coperto e per noi un appartamento molto grande e comodo. I miei genitori pure erano entusiasti ma per cose diverse: la mamma continuava a dire “che aria pura e poi menomale nell’appartamento c’è l’angolo cottura”, il mio papà invece “ottimo, ci sono le biciclette e la connessione Internet funziona benissimo”. Che strane considerazioni. Il giorno successivo mi hanno spiegato che saremmo andati a fare un’escursione, l’hanno chiamata proprio così. Poi hanno tirato fuori uno zaino nuovo e mi ci hanno adagiato: era strano ma, tutto sommato, comodo. Sulle spalle di papà ho quindi visto un panorama bellissimo: fino a quel momento della mia “lunga vita” non mi era mai capitato. C’erano distese verdi, tanti alberi, sentieri e animali nuovi. Siamo finiti in...

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