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Il Vecchio Porto di Marsiglia tra leggende e curiosità

Il Vecchio Porto di Marsiglia tra leggende e curiosità

on Apr 28, 2015 in Marsiglia | 4 comments

Lucrezina

Secondo un’antica leggenda nel lontano 600 a.C. due navi greche, guidate da Simon e Protis, arrivarono nell’attuale vecchio porto di Marsiglia: una volta giunti, i due uomini, conquistati dalla bellezza della città, decisero di volervisi installare. Si rivolsero quindi a Nanno, il re dei Liguri, il popolo allora al dominio della città, per chiedergli il permesso. Il caso volle che proprio quel giorno Nanno avesse deciso di dare in sposa la figlia, la quale avrebbe dovuto scegliere il suo futuro marito tra i presenti al banchetto. Gyptis, la figlia di Nanno, fu subito conquistata dallo sguardo di Protis e lo scelse come suo sposo. Il re accettò il volere della figlia e diede loro in dote il territorio di Massalia (futura Marsiglia). Secondo questa soave leggenda, quindi, Marsiglia è figlia dell’Amore e il “Vieux port” fa da sfondo a questo mito poetico e leggiadro. Credo che questa origine contribuisca a connotare ulteriormente il porto di Marsiglia di un fascino singolare e sapere di questa storia mi ha fatto ancora più innamorare di questo luogo magico. Come vi ho raccontato in un mio vecchio post (che trovate QUI) sono stata a Marsiglia con mio figlio in un fine settimana di Novembre: nell’articolo vi ho dato le informazioni utili ma, in questo caso, voglio dedicare delle parole solo all’unicità del Vieux Port, una sorte di ode al mare e ai suoi pescatori. Il Vieux Port ha contribuito a dare un’importanza storica a Marsiglia in quanto primo porto della nazione: oggi tuttavia ha perso la sua principale valenza, poichè le attività marittime sono state trasferite principalmente al Gran Porto Marittimo, ma  resta comunque il centro nevralgico di Marsiglia, colorato e variopinto. Quando ci si ritrova al cospetto del Vieux Port, con il mercato del pesce in attività alle prime luci del mattino, le voci dei pescatori che incantano, Notre Dame della Garde che scruta dall’alto e si ode tra le onde del mare il vociare cosmopolita del popolo marsigliese non si può non restare incantati. Il porto già di per sé variegato è stato anche arricchito da un’opera artistica, a mio parere geniale, in seguito alla nomina a Capitale della Cultura Europea 2013: mi riferisco al cielo di acciaio di Norman Foster. Si tratta di...

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Vado e ritorno: Marsiglia con mio figlio in un weekend

Vado e ritorno: Marsiglia con mio figlio in un weekend

on Dic 18, 2014 in Marsiglia | 9 comments

Lucrezina

Ecco il Peekaboo Travel Baby vademecum su cosa fare e vedere e su dove mangiare e dormire a Marsiglia con bambino  al seguito. Arrivata a Marsiglia con mio figlio la prima parola che mi è venuta in mente guardando i Marsigliesi è stata “melting pot” di razze ma poi ho letto questa frase e l’ho trovata perfetta, oltre che più elegante. « Marseillais : tous gens d’esprit.» di Gustave Flaubert Qualche mese fa ho avuto la fortuna di avere un biglietto gratis per un volo in aereo con la compagnia Vueling: nel selezionare per quale città utilizzarlo ho valutato diverse tratte ma poi, dopo aver sapientemente deciso da brava “mamma chioccia” di coinvolgere il mio compagno e mio figlio, ho optato per un volo diretto che non facesse scali e la scelta è ricaduta su Marsiglia, la capitale della cultura del 2013. Nonostante si sia trattato solo di un weekend potrei dilungarmi nel racconto e propinarvi alcune delle mie riflessioni avute di fronte il cielo d’acciaio di Norman Foster o a seguito della gentilezza del popolo multietnico che colora la città ma temo che sarei troppo prolissa ed allora ecco qui il mio “rapido ed indolore” vademecum di Marsiglia…in pillole! Aereo: come anticipato, abbiamo volato con Vueling e lo abbiamo sperimentato per la prima volta con bimbo a seguito. Il personale è stato gentile e disponibile, il volo comodo (avevamo addirittura un posto riservato per Baby P.) e il servizio preciso e puntuale. Abbiamo anche sperimentato il servizio kids box dedicato ai bambini (contenente patatine alle carote non fritte, un pudding al cioccolato, un succo di frutta naturale e un giochino!) Hotel: abbiamo soggiornato al Novotel Marseille Prado Hotel del gruppo Accor, scelto in primis per via del ristorante con menu per bambini (metti che Baby P. improvvisamente decideva di non essere più un bambino inappetente ma un simpatico bimbetto vorace volevo essere pronta!) poi per la presenza di qualche dettaglio family (in particolare angolo giochi e sala lettura con libricini e fumetti) pur restando un hotel in stile moderno (come piace a noi!) e soprattutto ben posizionato. Ristoranti: alla fine ci siamo un po’ fatti trascinare dal caso ma un’eccezione l’abbiamo fatta per il ristorante del Mama Shelter. Bello è stato molto...

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Considerazioni post viaggio di “mamma sola” a Parigi

Considerazioni post viaggio di “mamma sola” a Parigi

on Giu 25, 2014 in Parigi | 14 comments

Lucrezina

Dopo avervi travolto con i miei dubbi, le mie ansie e le mie paure sul partire per Parigi da “mamma sola” o con mio figlio, eccomi qui pronta per snocciolarvi le mie considerazioni post viaggio….eh si’, perchè alla fine a Parigi sono andata, ma senza Baby P. Vi avevo parlato nel mio precendete post (che trovate qui!) del mio amore per Parigi e del viaggio organizzato in cui ero stata coinvolta: dopo una serie di valutazioni (tra cui, non ultima, quella di non poter “abbandonare” la mia compagna di viaggio che avrebbe diviso la camera con me!) ho infatti deciso di partire. Le premesse del viaggio non sono state delle migliori: una volta salita sull’aereo, sono stata gentilmente invitata a “sostare” accanto alla porta anteriore dell’aereo (mentre gli altri si accomodavano ai loro posti) perchè sembrava che ci fosse un errore nel codice di assegnazione del mio biglietto: nell’esatto momento in cui mi hanno detto che forse c’era un inconveniente sono stata seriamente tentata di rispondere tutto d’un fiato “non si preoccupi torno a casa, non voglio creare problemi”. Purtroppo però, nell’arco di pochi minuti, il problema è rientrato e lo stuart con un rassicurante sorriso mi ha informato che potevo finalmente prendere posto. Proprio quando stavo pensando che forse era un segno del destino, ho scoperto che i miei vicini di posto erano niente di meno che una mamma con suo figlio di 8 anni. Il bambino mi ha chiesto il nome, si è presentato e mi ha detto testualmente ”Benvenuta Lucrezia, faremo questo volo in 3”. Per qualche istante ho creduto che avesse aggiunto anche “avremmo potuto essere in quattro ma tu sei un’egoista”. Ma credo di aver travisato. Mentre la madre mi spiegava che si trattava del loro primo volo e mi raccontava di come aveva deciso di portarlo a Parigi, sentivo il mio cuore dilaniarsi e un senso di colpa imponente si faceva strada verso di me. Poi però mi è tornato alla mente che Baby P. già aveva preso 3 aerei a solo 1 anno e ho deciso di non farmi travolgere dagli eventi. I miei 3 giorni a Parigi sono andavi avanti così: tra sensi di colpa e voglia di riassaporare la mia...

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Parigi: Viaggio sola…o no?

Parigi: Viaggio sola…o no?

on Giu 19, 2014 in Parigi | 16 comments

Lucrezina

Nella mia precedente vita (nel senso di vita “premaman”) ero solita viaggiare con una discreta costanza: per  me “week-end fuori” significava solo fuori Italia e “vacanze lunghe” erano solo quelle fuori dall’Europa. Ogni occasione era buona per prendere dei voli economici (ça va sans dire!) e partire! Nei miei “w-e fuori” una delle tappe fisse era Parigi.  In un’era in cui fa tendenza partire per mete come l’India piuttosto che il Perù (si veda l’ultima lista dei posti più belli scelti dagli utenti Tripadvisor!), Parigi potrà sembrare una scelta banale ma io ritengo che questa città sia un po’ come quel tubino nero che secondo i guru della moda “devi” avere nel tuo guardaroba. Andare nella Ville Lumière mi ha sempre regalato una sensazione di benessere: adoro immergermi in quella meravigliosa dimensione densa di malinconia e poesia. Penso a Parigi e mi viene in mente una vecchia canzone jazz, il primo amore, una foto in  bianco e nero, una lettera ingiallita. Les mots, les mots tendres qu’on murmure Les caresses les plus pures Les serments au fond des bois Les fleurs qu’on retrouve dans un livre Dont le parfum vous enivre Cantava Charles Trenet nella canzone  Que reste-t-il de notre amour Non so quante volte avrò percorso gli Champs-Élysées, mangiato pan au chocolat perdendomi tra le gallerie del Marais, sarò andata alla scoperta della Montmartre di Amelie e mi sarò incantata di fronte al Beaubourg chiedendomi se fosse un’opera d’arte o un pugno in un’occhio! Vi starete chiedendo dove io voglia arrivare con questa premessa ma non disperate a breve arriverò al punto…non si tratta solo di un’ode a Parigi! Pur di essere assidua nei miei pellegrinaggi nella città di Edith Piaf, ho persino aderito ad un’iniziativa di una insegnante di francese che si diletta nell’organizzare week-end linguistici a Parigi focalizzandosi sul tema dell’Opera. Si parte per l’appunto dalla scelta di un’opera che si tiene a Parigi e intorno a questa si organizzano le attività: un percorso ludico e linguistico che  si sviluppa attraverso concerti, esposizioni, canzoni, passeggiate e cibo..bien sûr! Negli ultimi anni ho partecipato con una certa assiduità a questo progetto ed anche quest’anno, puntualissimo, è arrivato l’invito a farne parte! Ho ricevuto un messaggio molto allettante in cui mi si...

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