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Considerazioni post viaggio di “mamma sola” a Parigi

Considerazioni post viaggio di “mamma sola” a Parigi

on Giu 25, 2014 in Parigi | 14 comments

Lucrezina

Dopo avervi travolto con i miei dubbi, le mie ansie e le mie paure sul partire per Parigi da “mamma sola” o con mio figlio, eccomi qui pronta per snocciolarvi le mie considerazioni post viaggio….eh si’, perchè alla fine a Parigi sono andata, ma senza Baby P. Vi avevo parlato nel mio precendete post (che trovate qui!) del mio amore per Parigi e del viaggio organizzato in cui ero stata coinvolta: dopo una serie di valutazioni (tra cui, non ultima, quella di non poter “abbandonare” la mia compagna di viaggio che avrebbe diviso la camera con me!) ho infatti deciso di partire. Le premesse del viaggio non sono state delle migliori: una volta salita sull’aereo, sono stata gentilmente invitata a “sostare” accanto alla porta anteriore dell’aereo (mentre gli altri si accomodavano ai loro posti) perchè sembrava che ci fosse un errore nel codice di assegnazione del mio biglietto: nell’esatto momento in cui mi hanno detto che forse c’era un inconveniente sono stata seriamente tentata di rispondere tutto d’un fiato “non si preoccupi torno a casa, non voglio creare problemi”. Purtroppo però, nell’arco di pochi minuti, il problema è rientrato e lo stuart con un rassicurante sorriso mi ha informato che potevo finalmente prendere posto. Proprio quando stavo pensando che forse era un segno del destino, ho scoperto che i miei vicini di posto erano niente di meno che una mamma con suo figlio di 8 anni. Il bambino mi ha chiesto il nome, si è presentato e mi ha detto testualmente ”Benvenuta Lucrezia, faremo questo volo in 3”. Per qualche istante ho creduto che avesse aggiunto anche “avremmo potuto essere in quattro ma tu sei un’egoista”. Ma credo di aver travisato. Mentre la madre mi spiegava che si trattava del loro primo volo e mi raccontava di come aveva deciso di portarlo a Parigi, sentivo il mio cuore dilaniarsi e un senso di colpa imponente si faceva strada verso di me. Poi però mi è tornato alla mente che Baby P. già aveva preso 3 aerei a solo 1 anno e ho deciso di non farmi travolgere dagli eventi. I miei 3 giorni a Parigi sono andavi avanti così: tra sensi di colpa e voglia di riassaporare la mia...

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Parigi: Viaggio sola…o no?

Parigi: Viaggio sola…o no?

on Giu 19, 2014 in Parigi | 16 comments

Lucrezina

Nella mia precedente vita (nel senso di vita “premaman”) ero solita viaggiare con una discreta costanza: per  me “week-end fuori” significava solo fuori Italia e “vacanze lunghe” erano solo quelle fuori dall’Europa. Ogni occasione era buona per prendere dei voli economici (ça va sans dire!) e partire! Nei miei “w-e fuori” una delle tappe fisse era Parigi.  In un’era in cui fa tendenza partire per mete come l’India piuttosto che il Perù (si veda l’ultima lista dei posti più belli scelti dagli utenti Tripadvisor!), Parigi potrà sembrare una scelta banale ma io ritengo che questa città sia un po’ come quel tubino nero che secondo i guru della moda “devi” avere nel tuo guardaroba. Andare nella Ville Lumière mi ha sempre regalato una sensazione di benessere: adoro immergermi in quella meravigliosa dimensione densa di malinconia e poesia. Penso a Parigi e mi viene in mente una vecchia canzone jazz, il primo amore, una foto in  bianco e nero, una lettera ingiallita. Les mots, les mots tendres qu’on murmure Les caresses les plus pures Les serments au fond des bois Les fleurs qu’on retrouve dans un livre Dont le parfum vous enivre Cantava Charles Trenet nella canzone  Que reste-t-il de notre amour Non so quante volte avrò percorso gli Champs-Élysées, mangiato pan au chocolat perdendomi tra le gallerie del Marais, sarò andata alla scoperta della Montmartre di Amelie e mi sarò incantata di fronte al Beaubourg chiedendomi se fosse un’opera d’arte o un pugno in un’occhio! Vi starete chiedendo dove io voglia arrivare con questa premessa ma non disperate a breve arriverò al punto…non si tratta solo di un’ode a Parigi! Pur di essere assidua nei miei pellegrinaggi nella città di Edith Piaf, ho persino aderito ad un’iniziativa di una insegnante di francese che si diletta nell’organizzare week-end linguistici a Parigi focalizzandosi sul tema dell’Opera. Si parte per l’appunto dalla scelta di un’opera che si tiene a Parigi e intorno a questa si organizzano le attività: un percorso ludico e linguistico che  si sviluppa attraverso concerti, esposizioni, canzoni, passeggiate e cibo..bien sûr! Negli ultimi anni ho partecipato con una certa assiduità a questo progetto ed anche quest’anno, puntualissimo, è arrivato l’invito a farne parte! Ho ricevuto un messaggio molto allettante in cui mi si...

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