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Alla scoperta di Arezzo: un piccola storia di felicità, meraviglia e dolore

Alla scoperta di Arezzo: un piccola storia di felicità, meraviglia e dolore

on Nov 13, 2015 in Toscana | 2 comments

Lucrezina

“Questa è una storia semplice, eppure non è facile raccontarla, come in una favola c’è dolore, e come una favola, è piena di meraviglia e di felicità.” Ecco come inizia il meraviglioso film “La vita è bella”, con una bellissima frase di apertura che racchiude la poesia di questo film ambientato nella deliziosa Arezzo. Siete mai stati ad Arezzo? La sua luce è forse offuscata dalle ben più note Firenze e Siena ma, personalmente, penso non abbia nulla da invidiare alle belle cugine. Chi mi ha seguito sui profili social sa che ho avuto la fortuna di trascorrere un piacevole pomeriggio insieme alla mia famiglia ad Arezzo recentemente, crogiolandomi al caldo sole di Ottobre e godendo dei profumi d’autunno. Per spezzare la routine quotidiana con Sir G. abbiamo, infatti, deciso di trascorrere un fine settimana nel Casentino e lungo il percorso abbiamo fatto tappa ad Arezzo. Devo ammettere che la decisione di passare nella bella città aretina è stata presa all’ultimo minuto e non ho avuto, quindi, tempo di organizzare al meglio la visita e scegliere cosa vedere: il ritmo della visita è stato dettato semplicemente dalla curiosità, dalle veloci informazioni lette su Internet e ovviamente dalla casualità…ma in fondo questo tipo di escursioni spesso si rivelano essere le migliori non trovate? Siamo arrivati ad Arezzo all’ora di pranzo: strada facendo ho cercato qualche informazione in rete su ristoranti tipici e leggendo le recensioni di Tripadvisor sono stata incuriosita dal Ristorante “Dario e Anna”, noto per le sue specialità aretine con particolare attenzione alla carne. Purtroppo non siamo riusciti a goderci appieno il succulento pasto perché un incidente di percorso ha rotto l’idillio: Baby P. ha, infatti, pensato bene di non limitarsi a bere il profumato aperitivo analcolico a base di fiori di sambuco ma anche di includere un croccante “pezzetto di vetro” del bicchiere. Per fortuna l’incidente non ha avuto alcun esito negativo, a parte un iniziale momento di perdizione (dei genitori ovviamente, non del pargolo…). Vi assicuro che, nonostante l’episodio, siamo riusciti lo stesso a capire che il ristorante merita assolutamente una visita, oltretutto è in posizione strategica: alle porte della città, fuori dalla zona a traffico limitato e dunque raggiungibile direttamente con la macchina. Satolli siamo, quindi,...

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Secret Garden di Firenze: un giardino, i bimbi e una buona causa

Secret Garden di Firenze: un giardino, i bimbi e una buona causa

on Giu 3, 2015 in Toscana | 3 comments

Lucrezina

In italiano si chiamava “Mary e il giardino dei segreti” ma il titolo originale in inglese era “Secret garden”: mi riferisco ad un cartone animato che vedevo quando ero piccola e che mi faceva sognare, lo conoscete? Ho un ricordo vago della trama ma sicuramente rammento la sensazione magica e un po’ malinconica che trasmetteva. Quando un anno fa ho scoperto l’evento “Secret Garden” di Firenze, sono stata subito incuriosita, probabilmente rievocando la sensazione un po’ speciale che quel cartone mi aveva trasmesso durante l’infanzia e, quando ho scoperto nei fatti di cosa si tratta, sono stata letteralmente conquistata! Secret Garden è l’evento di beneficenza, giunto alla sua terza edizione, organizzato dalla Associazione Noi per Voi Onlus che opera da oltre vent’anni per l’Ospedale Pediatrico Meyer di Firenze al fine di sensibilizzare le persone in merito alla mortalità infantile causata da patologie genetiche come tumori e leucemie. L’evento è diviso in 3 giornate ed ogni anno si svolge in un giardino segreto diverso di Firenze: quest’anno si terrà nelle giornate del 5,6 e 7 Giugno nella splendida cornice di Villa Bardini. Il Giardino Bardini affonda le sue radici sin nel medioevo e, nel suo percorso storico, subisce vari rimaneggiamenti e alterna successioni nelle mani di diverse famiglie nobiliari fino ad aprire i suoi cancelli ai giorni nostri dopo ben 5 anni di restauro: la bellezza e la straordinarietà di questa Villa e del suo giardino sono piuttosto note a Firenze. In occasione del Secret Garden sarà possibile visitare entrambe al costo ridotto di 4€. Adoro l’idea che una città bella come Firenze possa dischiudere i segreti dei suoi giardini più rinomati e possa aprire il suo cuore più intimo ad un’occasione unica come quella del Secret Garden. Come anticipato, sono venuta a conoscenza di questo evento lo scorso anno, anche se poi per motivi personali non sono riuscita a partecipare; nel 2015, però, non me lo sono voluta lasciar sfuggire e per l’occasione, su invito di Cristina di In ogni viaggio, sono anche rientrata tra le #secretbloggers. Nel corso delle 3 giornate sono previste attività sia per adulti che per bambini: per i più piccoli verranno, infatti, tenuti laboratori didattici ed interattivi spaziando dai laboratori di moda della Fondazione Ferragamo...

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Estate con bambini piccoli: le mie esperienze tra mare e montagna

Estate con bambini piccoli: le mie esperienze tra mare e montagna

on Mar 2, 2015 in Abruzzo, Austria, Puglia, Toscana | 6 comments

Lucrezina

In estate con i bambini è meglio il mare o la montagna? Vi racconto le mie esperienze e i ricordi delle prime estati con mio figlio tra mare e montagna. Il mare giova ai bambini: è risaputo. Secondo studi scientifici i raggi solari, in particolare, fanno bene ai bambini perché aumentano la produzione di vitamina D (utile per lo sviluppo delle ossa), rafforzano il sistema immunitario e fanno bene all’umore. D’altronde anche la montagna fa bene ai bambini: stimolando l’ossigenazione dei tessuti allevia, infatti, i fastidiosi sintomi di asma e affezioni respiratorie. Oltretutto fa abbassare la pressione, protegge il cuore e stimola l’appetito. E quini d’estate con i bambini che si fa? Si va al mare? Quando Baby P. aveva pochissimi mesi, abbiamo trascorso un lungo periodo a Capalbio, in Toscana, dove chi mi segue sa che lì ho casa (trovate il racconto dei nostri primi approcci alla spiaggia QUI): ricordo le prime ore del mattino sotto l’ombrellone con mio figlio nella sdraietta a cercare di farlo dormire e il vento fastidioso che ci remava contro, le corse per tornare a casa alle 12 perché faceva troppo caldo e le piacevoli passeggiate al tramonto lungo la riva del mare con il mio bambino nella fascia. L’anno successivo quando siamo tornati a Capalbio e mio figlio aveva circa 1 anno e poco più, invece, ho sperimentato un nuovo approccio con il mare: il fascino che subiva Baby P. a vedere la lunga distesa blu e la paura che nel contempo lo pervadeva osservando le onde che si infrangevano, la gioia di sperimentare i giochi sulla spiaggia e i bei sonni che l’aria di mare gli stimolava (finalmente!). Per fargli assaporare un “mare diverso” siamo stati anche nel tacco d’Italia a Taranto: un mare più calmo e più chiaro che ci ha fatto godere un Baby P. meno timoroso. Sabbia bianca e ricchi sonni. Le corse per tornare a casa alle 12 ancora restavano una costante. O in montagna? Nella prima estate del mio nanetto, oltre fargli respirare l’aria salmastra dell’Argentario, abbiamo anche voluto regalargli un po’ di sana aria di montagna: in Agosto siamo, quindi, fuggiti dalla calura estiva per rifugiarci nel fresco abruzzese. Abbiamo trascorso 2 settimane in un appartamento attrezzato a...

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Di brevi tragitti in treno e di una mamma pendolare

Di brevi tragitti in treno e di una mamma pendolare

on Lug 31, 2014 in Toscana | 16 comments

Lucrezina

Una mia collega osservandomi scappare trafelata dall’ufficio per andare a prendere il treno da brava mamma pendolare mi ha detto: “perché non ci scrivi un post?” Ed io mi sono fermata a pensare: ho passato in rassegna la giungla di personaggi incontrati e degli episodi a cui ho assistito e ho risposto: “Bella idea!” Ed allora eccomi a raccontarvi questa piccola parte della mia vita che potremo chiamare “prendere il treno”. Per assicurare al mio Baby P. 1 mese pieno di mare abbiamo infatti affittato ombrellone e lettini in Maremma dove ho casa. Per fortuna Capalbio Scalo (dove appunto ho casa) è perfettamente collegata e prendendo il treno dalla piazza centrale in 2 orette scarse mi ritrovo alla stazione di Termini, vicino a dove si trova il mio ufficio. Questa organizzazione efficiente mi ha permesso con facilità di vedere mio figlio la sera e riprendere il treno giorno dopo “fresca come una rosa” per andare a lavoro. Durante questo breve e intenso mese ho avuto modo di osservare panorami, viaggiatori pendolari e turisti con la stessa curiosità di un bambino. Ho incontrato famiglie numerosissime rigorosamente straniere in viaggio verso nuovi lidi, collaboratrici domestiche che si riconoscevano e sfruttavano l’occasione del tragitto in treno per scambiare due chiacchiere, studenti che rientravano dalle famiglie e già pregustavano i piatti che avrebbe preparato la loro madre (evidentemente dopo giorni di penuria alimentare), lavoratori in giacca e cravatta intenti a rivedere le ultime modifiche e “acrobati” capaci di addormentarsi nelle posizioni più inaudite. Una volta sono stata coinvolta in un tentativo di “sommossa” per l’ennesimo ritardo del treno: mi sono lanciata come fossi una frequentatrice assidua del treno, insomma una pendolare non stagionale ma full time. Presa dall’entusiasmo e dal patriottismo ho dichiarato che “ne avevo abbastanza di questo ennesimo disservizio”: ci è mancato poco che il pubblico scoppiasse in un applauso fragoroso. Un giorno, al mio arrivo a Capalbio, ho trovato una pioggia scrosciante ad attendermi: ho condiviso il mio ombrello con un’altra viaggiatrice. Nel contempo un signore è sceso dal treno senza ombrello, ha fatto alcuni passi sotto le gocce impregnandosi completamente sotto l’acqua poi si è rivolto a noi e ci ha urlato “Ma dove siamo?” Ora la stazione è piccola e...

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